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Investire in una campagna PPC

Così come avviene nel mercato reale, anche nel mercato virtuale (web), la Pubblicità ricopre un ruolo fondamentale. La Pubblicità, in tutte le sue forme. È l’anima del commercio. Al fine di ottenere traffico mirato verso il proprio sito web, oltre al Posizionamento organico delle pagine web (Strumenti Seo), esiste una branca più grande per gli strumenti di web marketing definita SEM (Search Engine Marketing). All’interno di questa convivono strumenti quali l’Article Marketing, le Matrici di Link, Banner Bait, il PPC ed altro ancora…

L’obiettivo è sempre il medesimo: attrarre attraverso messaggi ad hoc traffico mirato, utenti targettizzati. Nel particolare, il Pay per click (PPC) è un particolare modello di advertising utilizzato all’interno di siti web, network, portali, serp, blogs…, dove gli inserzionisti (gli advertisers) pagano “il click” solo quando un utente clicca su un particolare Ad per visitarne il sito. Questi annunci sono costruiti direttamente sulle esigenze del cliente, e fanno da ponte tra gli obiettivi di fonte emittente e ricevente. Se si analizza più in profondità l’ambito dei motori di ricerca, gli inserzionisti (advertiser) puntano su particolari parole chiave che ritengono potranno essere inserite all’interno delle Serp dei Motori di Ricerca, e quando i potenziali clienti ne interrogheranno i database con specifiche keyword, allora compariranno i risultati Ad degli inserzionisti. I suddetti link vengono denominati “Risultati Sponsorizati” e vengono visualizzati, a seconda del Motore di Ricerca utilizzato, a bordo pagina o prima dei risultati organici.

La rendita in termini economici di una campagna PPC non viene calcolata in base alle visualizzazioni degli annunci stessi, ma in base ai click che i navigatori web effettuano su di essi per raggiungere il sito di destinazione. Ovviamente, il costo del singolo click, varia in base alla keyword scelta; in molti casi vengono realizzate delle vere e proprie aste per accaparrarsi le prime posizioni dei “risultati sponsorizzati”.

In internet esistono una molteplicità di aziende che offrono questi servizi, ma uno dei più diffusi, e sicuramente uno dei più conosciuti, e quello offerto da Google. Molte aziende, utilizzano il PPC come fonte primaria di marketing sui motori di ricerca, mentre molti altri soggetti lo utilizzano come uno strumento per la produzione di un costante traffico mirato.

Scriviamo ora, come attraverso piccoli steps è possibile iniziare una campagna di PPC con il Programma AdWords di Google.

  1. Aprire un account Google Adwords all’indirizzo http://adwords.google.it/select/Login. Di qui in poi sarà subito possibile utilizzare gli strumenti che Google ci mette a disposizione per creare annunci mirati. Da notare lo strumento per la ricerca delle parole chiave, utiissimo e sempre aggiornato con i database di Google.
  2. Creare il Titolo degli Annunci, soffermandoci sul servizio reale piuttosto che sul nome dell’azienda proponente, ed elencando vantaggi al posto di caratteristiche tecniche del prodotto servizio offerto.
  3. Utilizzare il tool dell’URL per veicolare l’utente a specifiche pagine, in modo da poter testare il funzionamento delle pagine di destinazione.
  4. Effettuare una buona scelta delle parole chiave che comporteranno la visualizzazione del messaggio. In moltissimi casi, soprattutto per i settori molto concorrenziali, è difficile trovare parole chiave a buon costo, ed è bene quindi basarsi su dati statistici e confronti incrociati per trovare il giusto mix tra parole standard ed innovative, in modo da lasciar inalterato il focus del messaggio ed attrarre comunque una vasta fetta di navigatori.

Il PPC è una tipologia pubblicitaria che sta riscuotendo un grande successo a livello mondiale, per la facilità di utilizzo ed i risultati ad essa connessi. D’altra parte, come ogni grande successo della rete, anche essa è soggetta ad abusi; infatti sono sempre più frequenti i casi in cui siti web, portali, blog incentivano “irregolarmente” i propri visitatori a cliccare sugli annunci stessi. Di contro non mancano di certo gli strumenti per tracciare e debellare questi click fraudolenti.. Un pianificato utilizzo degli strumenti di Pay Per Click può portare certamente benefici indiscussi sul traffico al sito web ed ai coefficienti di conversione delle visite in ricavi.

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Costruire Argomenti efficaci di e-mail marketing

La pratica dell’E-mail marketing ha subito una crescita esponenziale negli ultimi anni, visti anche gli incrementi del ROI che questa forma di pubblicità diretta ha apportato alle aziende. Nonostante tutto, comunque, molti marketing-manager trascurano un aspetto molto importante per le loro campagne di di e-mail marketing: gli argomenti.

Chi utilizza e-mail marketing per le proprie campagne commerciali, conosce la cosiddetta riga dell’oggetto. Consiste nelle informazioni visualizzate vicino il nome del mittente. Alcuni programmi di posta elettronica mostrano il nome del mittente, oggetto e una anteprima del messaggio, mentre altri programmi di posta elettronica visualizzano solo il nome del mittente e oggetto. In questi ultimi scenari, l’oggetto è uno strumento ancora più importante poiché può fare la differenza tra il successo e l’insuccesso di una campagna di e-mail.

Troppe volte si è cercato di perfezionare il contenuto del messaggio, ed è una buona cosa, ma se l’oggetto della comunicazione non è abbastanza interessante c’è il rischio che l’e-mail non venga proprio aperta! In una tale prospettiva, ecco alcuni suggerimenti per la lavorazione della riga “oggetto”:

1. Una riga breve e semplice

Una buona riga è breve e puntuale. Molti programmi di posta elettronica limitano il numero di caratteri che vengono visualizzati nell’oggetto. Ciò significa che il vostro oggetto può essere accorciato anche di molto. Peggio ancora è non sapere dove sarà tagliato portando a dei risultati inaspettati.

2. Una riga che sia in grado di suscitare l’interesse quotidiano dei lettori

Per una buona campagna di e-mail marketing di successo è necessario stimolare l’interesse del lettore, soprattutto quando questo riceve periodicamente newsletter o simili sulla casella di posta. Se l’oggetto non suscita sufficiente interesse o curiosità, è possibile che esso venga facilmente scremato.

3. Una riga di oggetto dal contenuto pesante o esagerato non ingannerà nessuno.

Se nell’oggetto di una e-mail troviamo scritto che si promettono “sogni” o “premi esclusivi”, stiamo ben sicuri che tale e-mail non verrà mai letta, ma al contrario essa verrà subito cestinata. Oggigiorno i lettori sono molto attenti al contenuto delle e-mail, e questi semplici espedienti non ci aiuteranno allo scopo.

4. Un oggetto “onesto” e descrittivo dell’effettivo contenuto

Oggetto e contenuto, per il buon esito della campagna e-mail, devono andare di pari passo. Avere un oggetto intrigante, fantasioso e curioso, non servirà a niente se non sarà accompagnato da un buon e “correlato” contenuto.

Un buon oggetto e-mail è in grado di far fare molta strada verso il raggiungimento delle proprie campagne pubblicitarie, e sarebbe bene dare il giusto peso all’utilizzo di questa “piccola” ma influente variabile.

Promuovere i vostri prodotti con tecniche di SEM (Search Engine Marketing)

Avete un nuovo prodotto o un prodotto esistente che desiderate promuovere?

Il Search engine marketing può essere una tecnica efficace se sa come ottimizzare le campagne online e gestire quindi una campagna di marketing in modo efficace.

La maggior parte dei principali motori di ricerca come Google, Yahoo, MSN offrono servizi di pay-per-click. Inoltre, è possibile trovare opportunità di promozione su altri motori di ricerca, quale ad esempio ExactSeek, che lega la promozione on-line al versamento di una quota annuale.

La rendita di tali tecniche di sponsorizzazione dipende dal bacino di utenza agli specifici motori di ricerca, e variano a seconda delle parole chiave utilizzate nella promozione del prodotto/servizio.

Il sem sui motori di ricerca utilizza nella maggior parte dei casi affiliazioni del tipo pay per click; più in particolare esistono due tipi di approcci: la concentrazione su parole chiavi comuni (e centrate sullo specifico prodotto/servizio) e l’utilizzo di lunghe code di parole chiave (dirette ed indirette al prodotto servizio messo in promozione).

Motori di ricerca come Google rendono molto facile trovare parole chiave appropriate alla promozione del proprio sito web. Una volta creato un account AdWords di Google, è possibile ricevere la scansione dello spider gi Google per la creazione di annunci ad hoc per i contenuti inclusi nella pagina.

In alternativa è possibile utilizzare i servizi di sponsorizzazione di Overture. Basta inserire un termine di ricerca comune o frasi associate al proprio sito web per visualizzare e valutare il traffico di ricerca dei risultati. L’unico aspetto negativo di questo metodo è che si conosce solamente la popolarità del termine di ricerca, e non la loro competitività.

L’utilizzo lunghe code di parole chiave comporta l’inclusione nella ricerca di parole o frasi a basso traffico e poco concorrenziali. Anche in questo caso, è possibile utilizzare Google o altri strumenti on-line per valutarne l’opportunità di sponsorizzazione. Tuttavia quando vi è grande presenza e concentrazione di parole chiave aumentano le probabilità di generazione di traffico e di conseguenti conversioni in vendite.

Uno degli aspetti chiave del marketing sui motori di ricerca, indipendentemente dal motore di ricerca che si sceglie, è misurare l’efficacia delle campagne per ciascuna parola chiave. Con l’aiuto di monitoraggio di Google, tale compito è più facile che mai. Bastano poche righe di codice ed il gioco è fatto.

Valutando le informazioni che si ottengono da queste analisi, sii possono fissare delle cifre di castelletto per ciascuna parola chiave che si intende promuovere, in modo da bilanciare e valutare accuratamente gli sforzi.

Search engine Marketing si dimostra ogni giorno una buona tecnica e strumento per promuovere in modo efficace il proprio sito, prodotto o servizio specifico. E’ sempre bene comunque imporsi dei limiti di spesa e preventivare un budget dei ritorni, per fare in modo che tutti gli sforzi non siano stati vani.

 

L’utilizzo delle Statistiche per il successo di un sito web

L’analisi delle statistiche di acceso ad un sito web è di cruciale importanza. Ammesso che si posseggano tali dati, la vera sfida è l’utilizzo di queste informazioni. Tenendo a mente che l’obiettivo è il miglioramento continuo del sito web, come possiamo utilizzare le informazioni su base giornaliera (o mensile) per migliorarne le performances dello stesso?  

 

In rete esistono molti software o servizi di gestione delle statistiche web; molti di questi sono free, altri sono a pagamento, ma nella maggior parte dei casi le informazioni che riescono a raccogliere e ad elaborare sono quasi sempre molto esaurienti. Bisognerebbe provarli tutti, ma per avere riscontri o consigli più veloci basta andarne a parlare nei forum o farsi consigliare da colleghi che già ne usano uno o più.

Nella maggior parte dei servizi di analisi statistiche ed accessi, si possono ottenere tre fondamentali tipologie di dati: Traffico (giornaliero, settimanale, mensile..), Provenienza (da siti web, motori di ricerca, host..), Analisi delle Visite (percorsi di visita, tempi, ip, browser, s.o., lingua, geolocalizzazione..).

 

Innanzi tutto bisogna prelevare del codice fornito dal gestore del servizio ed immetterlo nelle pagine web del sito; in questo modo è possibile registrare le informazioni che (dati delle visite) che verranno inviati ad un server destinato alla raccolta ed analisi. Per avere una visione completa ed esauriente di ciò che è successo sul nostro sito web, bisogna di buona regola analizzare i dati a cadenze regolari (solitamente mensili) in modo tale che possano anche essere paragonate ai tempi di altre campagne di marketing o pubblicità (settimanali o mensili).

Nell’ area dedicata all’analisi dei visitatori, le informazioni più importanti che bisogna ricavare sono il numero di visitatori totali (accessi per periodo di riferimento), ed il numero di visitatori unici (accessi per periodo di riferimento). Dall’analisi di questi due dati riusciamo a comprendere quante persone sono state attratte per la prima volta dalle nostre campagne di comunicazione, e quante di queste sono ritornate a trovarci (per ottenere informazioni aggiuntive, news, aggiornamenti, curiosità..). In molti casi sono i numeri a fare la differenza, ma non sempre tante visite significano tanti clienti… ma è un buon punto di partenza.

 

Nel’area di analisi della Provenienza dei visitatori, si possono analizzare gli ingressi al sito dovuti a pubblicità su altri siti web o all’interno degli stessi motori di ricerca. Da questi dati si può dedurre facilmente quanto l nostro sito sia popolare all’interno del settore di riferimento, e quanta importanza ci accreditano i motori di ricerca; solitamente infatti le pagine web più cliccate sono quelle presenti nelle prime posizioni dei motori di ricerca. E’ bene affidare questo lavoro ad un buon seo specialist.

 

Il ramo delle analisi delle visite è il più ricco di informazioni. Si va dalla lista degli ultimi visitatori, ai loro percorsi di visita, dalle chiavi di accesso al sito web ai tempi di permanenza su ciascuna pagina. L’analisi di questi dati ci danno in molti casi informazioni esaustive sulle pagine ad alta attrattività, distinguendole da quelle che sono generalmente ignorate dal visitatore (solitamente questo succede per mancato interesse verso i contenuti delle pagine, o a causa di una non esauriente promozione sui motori di ricerca). Da tutto ciò si possono estrarre utili consigli per apportare migliorie significative all’usabilità e l’accesso stesso ai contenuti che il visitatore sta cercando.

 

Inoltre è possibile ottenere informazioni riguardo il sistema operativo che il surfer stava usando, o più importante la risoluzione video con cui si naviga; quest’ultima è molto importante quando si parla di accessibilità dei contenuti. Infatti qualsiasi contenuto web dovrebbe essere fruibile facilmente e senza problemi da chiunque. Particolari risoluzioni video potrebbero arrecare problemi di questo genere.

Come impedire l’allontanamento dei motori di ricerca

Ciascuno dei principali motori di ricerca Google, Yahoo e MSN hanno istruzioni per i webmaster finalizzate ad impedire la manipolazione sleale dei contenuti per il posizionamento nei risultati delle serp. Tali istruzioni cambiano di frequente proprio per evitare l’utilizzo di pratiche ingannevoli da parte dei webmaster che puntano ad un posizionamento ingannevole dei propri siti nei risultati di ricerca.

 

Chi utilizza tali pratiche è punito con l’allontanamento o il declassamento delle pagine indicizzate poiché sono frutto di attività che vanno contro le linee guida dettate dagli stessi search engine.


L’allontanamento o l’eliminazione dai risultati dei motori di ricerca può comportare effetti negativi sul traffico web, sulle vendite e sulla popolarità del brand aziendale. Inoltre se il sito viene classificato come “cattivo”, i riflessi negativi si riverseranno anche su tutti i siti partner o collegati all’attività in quanto non vi linkeranno più per paura di un declino dai risultati delle serp.


Se si vuole evitare di allontanare i principali motori di ricerca dal proprio sito web, non bisogna esercitare le seguenti SE (search engine) tattiche:

1. “Cloaking” o redirects sneaky – ossia la visualizzazione di contenuti differenti per i motori di ricerca e per i visitatori web (umani). Tale tecnica si concretizza nel fornire ai motori di ricerca determinati risultati (molto spinti e targettizzati), ed ai visitatori altri risultati. La restituzione delle pagine, avviene attraverso la lettura degli indirizzi IP di chi richiede la pagina (macchina o umano) da parte di uno script lato server.


2. “Doorway Pages”, pagine create appositamente per i motori di ricerca che hanno lo scopo di spammare l’indice di un search engine attraverso la restituzione di risultati utili solo agli spider dei motori di ricerca. Sono create appositamente per la generazione di “contenuti chiave” che non porteranno mai l’utente ad arrivare alla risposta che cercavano.


3. Non creare pagine che installare virus, Trojan o badware. “Badware” è uno spyware, malware o altri mini software che memorizzano informazioni sugli spostamenti in rete degli utenti al fine di catalogare informazioni utili allo spam tramite e-mail o altro.

Inoltre tali software possono influenzare anche di molto il buon funzionamento del pc.


4. Evitare l’utilizzo di software che permettono l’invio di querce per la registrazione ai motori di ricerca, o che fanno analisi del ranking. Tali pratiche vengono sovente penalizzate dai motori di ricerca.


5. Non pubblicare pagine web con parole non pertinenti al contenuto del sito.

6. Non link i “cattivi vicini” che hanno siti contenenti:

 

  • Links gratis in tutte le pagine
  • Siti produttori di Links tramite sistemi automatizzati
  • Siti Spam noti ai motori di ricerca, che siano scaduti o utilizzati per cattive pratiche di ranking

 

7. Evitare di avere nel proprio sito “linkinterrotti” o errori “404”

8. Non visualizzare pagine con un contenuto minimo, poiché saranno di poco valore per i visitatori

9. Non duplicare i contenuti inutilmente


10. Non utilizzare finestre pop-up, pop-under o di uscita console

11. Non utilizzare le pagine che si basano in maniera significativa su link a contenuti creati per un altro sito web

12. Non utilizzare la pratica del cross-linking per alterare i risultati di popularity di un sito web

 

13. Non utilizzare a proprio beneficio il marchio dei concorrenti


15. Non utilizzare tecniche che artificialmente aumentare il numero di link alle sue pagine(Link Factory)

16. Visualizzazione delle pagine web con contenuti ingannevoli, fraudolenti, o irrilevanti.

17. Utilizzare contenuti, i titoli di dominio, i meta-tag e le descrizioni che violino le disposizioni legislative, regolamentari, che violino il diritto d’autore ed marchi di fabbrica, segreti commerciali o di diritti di proprietà intellettuale di una persona o entità.

 

Tenendo bene a mente tutti questi piccoli suggerimenti, si potrà evitare di incappare in spiacevoli inconvenienti con i Motori di Ricerca.

 

 

 

PageRank o Seo.. Cosa è più importante??

Sulla questione di quale tra Page Rank e Seo sia più importante ai fini dei risultati di ricerca, il vostro pensiero è irrilevante.  Quindi non sprechiamo tempo sul pensare a quale sia la risposta corretta a questa domanda, poiché essa purché in termini oggettivi ci fosse, sarebbe irrilevante allo scopo.

 

 

Perché diciamo questo? Perché SEO, o ottimizzazione nei motori di ricerca, sta a intendere il modo di progettare un sito web, e l’immissione in esso contenuti, per soddisfare gli algoritmi dei motori di ricerca. Oggigiorno gli algoritmi dei motori di ricerca sono così sofisticati che, se si riuscisse a soddisfare questi ultimi, allora si riuscirebbe anche soddisfare i visitatori del sito web. Se si soddisfano i visitatori del sito web, allora questi cliccheranno sulla pagina uscita nella Serp e la leggeranno. Facendo click anche in altre pagine del sito, magari completerebbero anche un processo di acquisto.

 

E’ vero allo stesso tempo che altri visitatori lasceranno il sito che hanno trovato, ma se i motori di ricerca ritengono che il contenuto di tale sito internet sia abbastanza buono per un posizionamento elevato nei loro indici per il termine di ricerca, o la parola chiave che il tuo visitatore ha utilizzato per arrivare alla tua pagina web, è inevitabile che si crei un flusso di traffico web indirizzato maggiormente verso le nostre pagine indicizzate, piuttosto che verso quelle che sono posizionate dopo le Nostre.

Adesso, prendiamo n considerazione Google ed al suo indice più importante, il PageRank. Secondo tale principio occorrerebbe più tempo nel cercare di ottenere links verso il proprio sito, piuttosto di spendere lo stesso tempo cercando di ottimizzare lo stesso attraverso la scrittura di contenuti nuovi e di qualità. Se questo tempo è stato impiegato nel modo più giusto, si vedranno i propri siti posizionati in modo migliore rispetto quelli della concorrenza, poiché gli spiders dei diversi Search Engines, secondo i loro intricati algoritmi, hanno deciso così.

 

Il risultato sarà quindi quello di ottenere un maggior numero di visitatori verso il proprio sito web poiché c’è una perfetta correlazione tra i termini ricercati ed i termini ottimizzati all’interno delle pagine web. Tanto più tali termini saranno correlati, tante più pagine i visitatori saranno stimolati a leggere.


Allora, qual è la differenza tra il PageRank ed il Seo? Si ottiene praticamente lo stesso risultato finale. Come si può dire quale sia la più importante. C’è un modo semplice per fare questo, e quello che ho utilizzato più di una volta. Due siti web hanno le stesse caratteristiche (fattori e propensione all’indicizzazione) e puntano l’indicizzazione sulla stessa parola chiave; a parità di tutte le condizioni oggettive ed esterne, nel tempo sarà meglio posizionato il sito web che avrà eseguito un lavoro di Seo sui propri contenuti rispetto all’altro che si è limitato a non farlo. Quest’ultimo, pur avendo tutta la predisposizione e le potenzialità di fare concorrenza ad altri siti, si limita ad essere elencato nei risultati accessori, anche se ad una scadenza definita possiede lo stesso PageRank del sito ottimizzato.

 

Tutto quindi sta a intendere che il FARE o NON fare del Seo sulle proprie pagine Web può fare la differenza nell’indicizzazione nei motori di ricerca. I risultati che sono stati appena descritti sono frutto di prove eseguite sul campo. Tenere sott’occhio le serp dei diversi motori di ricerca in questi casi potrebbe essere di molto aiuto.

Così, la risposta alla domanda: SEO o Page Rank, è che nessuno di questi è più importante di altri. Sono entrambi ugualmente importanti, ma è possibile ottenere migliori performance attraverso l’applicazione di particolari accortezze seo.


Da Peter Nisbet (c) 2007